le forme e i principi nel taijiquan

Il Taiji si impara tradizionalmente attraverso lo studio delle cosiddette forme, sequenze di movimenti continui e concatenati che si praticano lentamente, come al rallentatore. Esistono diversi stili nel taijiquan, con caratteristiche peculiari, ed ogni stile può avere diverse forme, sia a mano nuda che con le armi: il bastone, la spada, e fino all’ingombrante alabarda!

Ma a prescindere dallo stile e dalla forma, quando si pratica il taiji ci si orienta sempre ai cosiddetti princìpi del taijiquan. Perchè sia vermente taiji, il movimento dovrà essere ad esempio rilassato, connesso, fluido e agile. La forza dovrà venire dalla terra attraverso un percorso interno al corpo, e non dalla forza muscolare (considerata forza bruta!). La struttura corporea sarà allineata ed elastica, l’intenzione chiara e la mente quieta, radicata nel proprio centro e nella terra.

Praticate in questo modo le forme acquistano col tempo il carattere di una meditazione in movimento, esercizi di presenza in fluttuazione nello spazio.

Non importa quante forme si conoscano, o quanto lunghe siano o di che stile. Ciò che conta sono la qualità, la comprensione e la presenza nel movimento, cose che si acquistano un po’ alla volta, con il tempo e con la pratica attenta. E’ stato detto che ogni movimento è la risposta a una domanda. Voglio salutare una persona distante (la domanda), alzerò il braccio per farmi vedere (la risposta). Voglio aprire una porta, organizzerò il corpo in un certo modo, voglio sollevare un peso, in un altro. Ovviamente potrò avere risposte più o meno funzionali. Il taiji ricerca, nel rispetto dei principi detti sopra, la funzionalità nel movimento.

Le forme sono come degli scrigni, in cui è depositato e cristallizzato il sapere di intere generazioni di filosofi, medici, artisti marziali e poeti. In ogni loro piccola sequenza è racchiuso, in maniera più o meno cifrata, un ricco patrimonio: culturale, filosofico, ma anche pratico e applicativo. Le forme contengono insomma una varietà di risposte, ma le domande non sono visibili immediatamente. Ogni praticante è invitato a scoprirle a poco a poco. Per la vastità degli strati di significato, i livelli di comprensione e approfondimento di una forma sono praticamente inesauribili (ogni movimento può essere la risposta a domande diverse!).

Le forme del taiji assomigliano in questo senso alle poesie mandate a memoria da bambini, che solo con il tempo rivelano la loro profondità e la loro portata poetica e umana.

Come e cosa insegno: la forma secondo Zheng Manqing

Io insegno la forma secondo Zheng Manqing, una forma breve (ma non troppo!) di stile Yang.

Per quanto detto sopra, quando studiamo il Taiji passiamo organicamente, anche nel corso di una lezione, dal lavoro sulle forme a quello sui principi, dalla ripetizione e memorizzazione di un movimento alla sperimentazione e verifica della sue qualità interna o della sua intenzionalità.

Il fuoco sarà soprattutto sulle qualità del movimento che ricerchiamo.