I motivi per cui le persone si avvicinano al taiji o al qigong possono essere i più svariati e non di rado è un’esperienza di dolore, più o meno cronico, che induce a cominciare. Anche il mio percorso è cominciato così.

Il nostro corpo ci parla anche attraverso il dolore: ci segnala che c’è qualcosa che non va e ci invita a prenderci cura, a metterci in ascolto e entrare in dialogo. Le nostre pratiche sono strumenti ideali per questo.

Il mio ruolo non sarà quello della terapeuta*, ma della compagna di viaggio e di ricerca nella progressiva messa a punto di un dialogo il più possibile proficuo con il corpo e il suo linguaggio. Le tecniche possono variare dal movimento consapevole alla meditazione.

In presenza di limitazioni nel movimento, cercheremo di individuare con maggior chiarezza le attuali possibilità e lavoreremo ad allargarle gradualmente, acquistando in esse maggior sicurezza e destrezza.

Considero un privilegio particolare questo tipo di lavoro: è un’avventura entusiasmante mettersi alla ricerca degli spazi liberi, per occuparli meglio!

Da parte vostra mi aspetto un interesse a porsi sinceramente in ascolto di quello che c’è e una certa voglia di mettersi in gioco.

* Nel caso ideale si instaura un rapporto di collaborazione con il tuo medico curante, fisiatra o altro specialista, anche indirettamente, attraverso di te.

Costi

Se hai interesse a lavorare con me, prendi contatto per un colloquio preliminare o un appuntamento!

 

Kathleen, con un tema di spasticità fin da bambina, per alcuni anni mia allieva nella scuola di Amburgo. Durante il nostro periodo è passata attraverso una bellissima gravidanza. Spesso le nostre ore si concludevano con dei momenti di danza libera.